giovedì 4 marzo 2010

Un prete balbuzienre

Al caro Massimo Zampieri, mi hanno permesso di avvicinarmi, alcune situazioni di circostanza collaborativa nell'opera della San Vincenzo, storica istituzione di rinomanza mondiale, povera. Ma,aggiungo, povera, ma ricchissima di poveri da soccorrere. E, aggiungo, soprattutto in questo tempo nel quale le associazioni di volontariato hanno una missione tanto grande e gravosa per adempiere al risveglio delle verità antropologiche della fede. Mio caro, ora mi chiamano per l'autoambulanza, pertanto lascio qua la mia lettera. La riprenderò al più presto, credimi e abbi fiducia. Tuo Romeo Depola, Trieste, il 4 marzo 2010.Bye.

2 commenti:

  1. Come ti anticipavo, in marzo presuntuoso di pioggia e vento, mi è nata dentro la gioia di credre ancora che sulle erbe alte dell'Eden soffi sempre la benedizione di Jahvè affinchè ci possiamo perdonarci la superbia di parlarci di amore nella verità della vita. L'autoambulanza di quel giorno mi ha riportato a casa e ora soffro le scelte che devo fare. La prima sarà senz'altro quella di iniziare davvero la parte centrale del mio racconto sul prete balbuziente. Mi affascina l'idea di smarrirmi nella categoria mentale di una fede semplice, quella che quel prete mi ha donato. Mi sembra di potermi inserire senza pericolose sbavature nel piano provvidenziale che Dio mi ha donato attraverso quel prete balbuziente. Te ne parlerò al più presto. Abbi fiducia, tuo Romeo.

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  2. Certamente, oggi 15 aprile, non avrei mai pronosticato migliore continuazione allo spoglio delle numerose lettere da un antico Caffè.Sono rimaste sparpagliate sulla mia piccola scrivania Luigi XVI (falso naturalmente!) più del tempo naturalmente accettabile, tanto che dubitavo di trovare qualcuna ancora utile da rileggere. Ma eccoti una che merita, a mio avvisso, di riproporti: Trieste, 8 dicembre 2009, mio caro, gli sbuffi della bora sul molo e gli sbaffi del mare sulle fiancate di barchette, barche, navi mi hanno convinto ad accoccolarmi tra due alberi della passeggiata di Barcola. Così, riparato alla meno peggio dalle refolate di bora, ho lasciato libera la fantasia a creare nuovi pensieri sul gorgogliare inesausto del mare. Smetto di cercare altre lettere perchè questa, per oggi,è già sufficiente per non perderci di vista. Il brano non è firmato, ma ti posso assicurare che fa sempre parte della storia del nostro prete balbuziente. Te la mando. Abbi cura di te. Tuo Romeo, a presto.

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